Finché sono qui
Impari ad apprezzare la vita quando cominci a comprenderne la fragilità. Il tempo ti insegna una cosa che da giovani non vogliamo sapere: niente ci appartiene davvero, nulla è per sempre.
Impari ad apprezzare la vita quando cominci a comprenderne la fragilità. Il tempo ti insegna una cosa che da giovani non vogliamo sapere: niente ci appartiene davvero, nulla è per sempre.
7 giorni. 500 km tra auto, louage, treni, bus e barca. Tanti a piedi, con lo zaino in spalla. Povera, difficile, libera, selvaggia, tremendamente bella. Non sono venuto qui per cercare la Tunisia delle cartoline. Volevo vedere quella più lenta, quella delle strade secondarie, dei mercati, dei pescatori, dei piccoli locali e dei luoghi dove la vita continua seguendo ritmi che da noi abbiamo quasi dimenticato.
Soffriamo per le malattie, per ciò che perdiamo, per ciò che non possiamo cambiare. Sono ferite che appartengono alla vita e davanti alle quali siamo, almeno in parte, impotenti. Ma non dovremmo consumarci per le persone. Non dovremmo ammalarci per un lavoro. Non dovremmo trascorrere anni a rimpiangere i treni che abbiamo lasciato passare, né vivere come una condanna i sogni a cui abbiamo rinunciato.
Con gli anni diventa sempre più chiaro quanto sia breve il tratto che ci è concesso percorrere.