URL SEO Friendly: 10 regole da seguire [best practices]
In questi anni Google ha percorso una lunga strada in grado di gestire molte sfide tecniche. Tra hardware e software, studi, algoritmi e risorse ha innalzato il livello della SEO, materia quest’ultima, divenuta sempre più complessa. Nonostante le numerose evoluzioni, alcuni pilastri (tag title, link building, content...) sono rimasti intatti e tra questi ci sono anche gli URLs SEO Friendly.
L’attenzione ai dettagli è una costante nella SEO ed è fondamentale per affrontare una scalata ai vertici di qualsiasi posizionamento.
Cos'è un URL?
Un URL, acronimo di Uniform Resource Locator rappresenta una sequenza di caratteri che identifica in maniera univoca l’indirizzo di una risorsa presente in Internet (es. un documento, un’immagine, un video). E’ quell'elemento che ci consente di trovare un sito web, una pagina o un file collegati all'indirizzo che andiamo a digitare nel browser.
Perchè è importante ottimizzarne la struttura?
La risposta in questo caso è un po' più lunga. L'ottimizzazione della struttura degli URL è tra i fattori più datati ed importanti per un buon successo di posizionamento nei motori di ricerca. Un URL ottimizzato può incrementare il CTR (click-through rate) in serp, rendere più facile la condivisione e la stessa comunicazione soprattutto quando viene fatta a voce.
- Semplice, leggibile ed immediata
La struttura URL deve essere facilmente comprensibile. Un URL deve descrivere al meglio ciò che è presente nella pagina. Non mi riferisco solo alla home e alle 4 o 5 voci del main menu ma a qualsiasi livello del sito ci si trovi è importante che un URL sia chiaro, sintetico e privo di ripetizioni. Questo non solo è più appetibile per gli utenti, ma rende più facile anche il lavoro di divulgazione attraverso i canali social.
Il concetto di accessibilità ha sempre fatto parte della SEO, è cresciuto nel tempo ed oggi più che mai i motori cercano di interpretare concetti quali user experience, engagement e perché no la leggibilità degli URL. Fate un URL facile da leggere per una persona e vedrete che sarà migliore anche per il motore di ricerca.
La ripetizione non aiuta il ranking, Google ha spostato ben oltre il livello del suo algoritmo e di sicuro non vi premierà per aver ripetuto una parola chiave più volte nell'URL. Anzi, nel tentativo di guadagnare click e posizionamento potreste incappare in penalizzazioni da parte del motore di ricerca. Se vi state domandando il perché vi rispondo semplicemente con keyword stuffing. La ripetizione è sinonimo di SPAM. Peraltro non piace nemmeno troppo agli utenti, potrebbero interpretare il tuo sito come spammoso ed evitare di cliccare sul link presente nelle SERP. Puntiamo sulla qualità. - Usa poche parole
Significa utilizzare 90/100 caratteri di lunghezza massima [per me l’ideale sono 70]. Partiamo con il dire che non esistono limiti alla lunghezza degli URL, ma gli URL sintetici e chiari sono sempre preferibili sia per una questione di visualizzazione sui vari dispositivi (desktop o mobile) sia perchè sono più facili da ricordare e questo aspetto incrementa la possibilità che un utente torni più rapidamente a fruire del contenuto della tua pagina. Peraltro gli utenti potrebbero semplicemente generare un URL più corto attraverso siti come TinyURL o bit.ly, il che sarà un insieme di numeri e lettere che non rafforzano il nostro brand. Quindi, in questo caso, non ci limitiamo ad una questione di buona SEO tecnica ma anche di usabilità e user experience. Gli URL brevi sono più facili da analizzare, copiare ed incollare, condividere nei social network. Abbinate gli URL ai titoli quando ha senso farlo. Se supera i 100 caratteri pensate a riscriverlo. - Utilizza URL statici
A differenza degli URL dinamici che contengono punti interrogativi, segni di uguale ed & (e commerciali) che rimangono difficili da ricordare, gli URL statici tendono ad avere tassi di conversione più elevati poiché descrivono il contenuto della pagina di destinazione in modo chiaro ed immediato. Rimane doveroso dire che non è assolutamente vero che Google non indicizza quelli dinamici. Ad esempio alcuni sistemi di tracciamento dei click o di gestione delle affiliazioni utilizzano tale pratica. Generalmente questo non genera problemi, ma i link possono risultare sgradevoli per gli utenti. Utilizziamo il buon senso e facciamo un bilancio tra benefici ed aspetti negativi. - Inserisci parole chiave nella parte iniziale dei tuoi URL
Da alcune ricerche è emerso che le parole chiave presenti negli URL sono tra gli elementi più considerati da parte dell’utente per decidere su cosa cliccare. Il consiglio è quello di usare le keyword più pertinenti e specifiche. Non utilizzate parole fuorvianti che in realtà non riguardano il contenuto della pagina. Altra cosa utilizzate le parole chiave all'inizio di un URL, avrà più peso rispetto al posizionarle come ultime. Questa regola segue quella per il tag title, ovvero un altro aspetto fondamentale per il successo di un posizionamento.
Le keyword negli URL mostrano immediatamente a chi vede l’URL su un social, in una email o quando ci passa sopra con il mouse che sta ottenendo proprio quello che vuole e che si aspetta.
Peraltro quando un URL viene inserito come link, le parole chiave presenti vanno a costituire l’anchor text (ovvero il testo inserito tra gli anchor tag). La presenza delle keyword nell'anchor text migliora la pertinenza alle keyword usate della pagina di destinazione.
- Scrivi in minuscolo, utilizza i trattini per separare le parole e non usare troppe "stop word"
Sebbene sia possibile utilizzare sia maiuscole e minuscole in qualsiasi indirizzo web, l’URL è case sensitive e questo cambia le cose in modo considerevole. La questione è la seguente. Se il nostro sito web lavora su un server Microsoft/IIS non vi sarà alcuna distinzione nell’uso di caratteri maiuscoli o minuscoli; se, invece, il sito web è ospitato in un ambiente Linux/UNIX, "potrebbero" esserci dei problemi (case sensitive). La maggior parte degli utenti pensa in termini di minuscole quando si tratta di indirizzi di siti web e email.
"I trattini sono considerati separatori di parola, gli underscore no". Questo era quello che leggevo in qualche forum 4 o 5 anni fa. La ragione storica è che l'underscore è molto usato nei nomi di variabili e costanti nei linguaggi di programmazione. È un carattere ereditato dalla macchina per scrivere. Prima della diffusione dei computer e dei programmi di videoscrittura, il trattino basso era l’unico modo per sottolineare una parola. Chiusa questa parentesi vintage, oggi più o meno tutti concordano sul fatto che sono considerabili entrambi come separatori di parole ma consiglio di utilizzare il trattino e non l’underscore.
Le stop word sono parole di pochi caratteri, solitamente congiunzioni o preposizioni [elenco http://bit.ly/1PPmtcB]. Se usate in maniera corretta (contenuta) non penalizzano assolutamente l'ottimizzazione del vostro URL. -
Meno cartelle è meglio
La struttura degli URL deve rispecchiare quella del sito, ovvero cartelle, sotto-cartelle e articolo. In modo sintetico vuol dire che deve essere coerente ed avere quindi un significato logico. Una volta che si decide una struttura URL, non cambiatela più. Perché? Perchè se in futuro verrà richiesto un cambiamento sarà necessario convertire a livello globale tutti i gli URL esistenti.
www.miosito.it
www.miosito.it/categoria/
www.miosito.it/categoria/sotto-categoria/
www.miosito.it/categoria/sotto-categoria/articolo/Non sono tanto gli slash (le cartelle) che possono limitare le prestazioni del sito in chiave SEO, ma diventa un discorso di profondità, scomodo per una percezione di complessità che diamo al motore di ricerca e all'utente che naviga nel nostro sito oltre al fatto che rendiamo le modifiche alla stringa molto più complesse (almeno, nella maggior parte dei protocolli CMS). Non è un obbligo ma buona prassi ed onestamente vi consiglio di seguirla.
Quindi invece di un URL cosi www.miosito.it/catalogo/abbigliamento/donna/jeans/lewis/modello-101 pensate ad una struttura di questo tipo www.miosito.it/abbigliamento-donna/lewis-modello-101 - Chiudi le pagine irrilevanti con robots.txt
Il file robots.txt contiene le istruzioni per i motori di ricerca su ciò che le pagine del tuo sito devono essere ignorate durante la scansione. Queste pagine potrebbero essere "Termini e condizioni" oppure cartelle come /customer, /administrator, /account. In generale pagine con informazioni sensibili che è meglio non far indicizzare. Peraltro non contengono le parole chiave per il nostro target e contribuiscono a diluire l'intera semantica del sito. - Fai uso di URL canonici
Scegliere un URL canonico (preferito) diventa necessario quando i motori di ricerca indicizzano pagine duplicate nel sito. I contenuti duplicati, se non in grande quantità, non sono causa di penalizzazione, ma possono danneggiare il tuo traffico potenziale. In questo caso il consiglio è di adottare gli URL Canonici specialmente se stai sviluppando un sito con paginazione profonda (e-commerce). In quest'ultimi gli stessi contenuti sono spesso accessibili tramite diversi URL. Ad esempio la stessa pagina di prodotti ha un URL dinamico a causa della sessione utente e/o della preferenza di ricerca. Utilizzare un plugin dedicato a seconda del CMS che hai adotatto (Joomla, Wordpress o Magento) è la soluzione migliore. [Suggerimento: fai backup o lavora in un ambiente di test come primo step]. - Crea una sitemap XML
Una sitemap.xml rappresenta un file che contiene la struttura di un sito e riporta tutte le informazioni sulle pagine in un formato standard comprensibile dai motori di ricerca. Aiuta l'indicizzazione. Di seguito, due semplici strumenti free per la creazione di sitemap xml: xml-sitemaps - seoutility - Limita redirect ed evita hash
In ultimo limita i redirect a due o meglio non crearli proprio e se non sono strettamente necessari, evita anche gli hash negli URL. L'hash, il cancelletto tanto utilizzato in Twitter, può essere usato all’interno di un URL per portare l'utente in un punto specifico della pagina web oppure per monitorare il traffico della stessa.
Domini di terzo livello
Es. it.miosito.com, es.miosito.com, fr.miosito.com
Cartelle
Es. miosito.com/it, miosito.com/es, miosito.com/fr
Estensione localizzata (TLD)
Es. miosito.it, nomesito.es, nomesito.fr
Inizierei ponendomi alcune domande. Parliamo di un e-commerce? E' un brand internazionale? La strategia di espansione prevede investimenti online e offline dedicati a quel determinato paese?
Se è un marchio che deve penetrare nel mercato internazionale utilizzerei i domini di terzo livello o con estensione localizzata. Se invece la realtà è un sito italiano che vuole rendere fruibili i contenuti nelle altre lingue (anche per incrementare le vendite) allora farei impiego della struttura a cartelle. Quest'ultima soluzione è semplice da configurare, eredita trust e forza dal dominio principale e quindi anche vantaggi nel posizionamento. Di contro troviamo le possibili penalizzazioni che colpiscono il dominio principale ed è una soluzione che non permette di hostare tutte le varie lingue in località differenti.
Tra i pro dei domini di 3 livello: la sicurezza del CMS - soprattutto open source - dagli hacker (impiegando installazioni separate) e non ereditano penalizzazioni. Per il domini localizzati di I° livello il vantaggio è quello di mostrare un target geografico immediato e chiaro. Inoltre nel caso in cui nascesse l'esigenza di separare i siti web le operazioni sarebbero nettamente semplificate. Di contro spese più ingenti ed un impiego di risorse professionali importante.
Il resto - cioè quello che fa davvero la differenza - è il lavoro che vai a fare sotto. Parlo delle principali regole SEO da seguire, dei contenuti redatti e divulgati in quella lingua, della link building, delle partnership instaurate con portali, siti o realtà online di quel paese e ancora... da come scrivi post social e sviluppi advertsing (Google Adwords o Facebook Ads), DEM, blogging, storytelling...