Cipro: vento greco, aria turca
Suggestiva, autentica, dura quanto basta. Madre di una storica e naturale disposizione a coesistere dove parlarsi con gli occhi e le mani a volte è più forte delle parole; terra con una storia così profonda ed esuberante che è impossibile racchiudere dentro modelli angusti e soffocanti. Un'isola con un'eredità del passato, artistica e umana sconfinata, seppur sciaguratamente divisa in due.
Qui sono nella necropoli delle Tombe dei Re a nord-ovest di Paphos (UNESCO World Heritage Site), all'interno della tomba numero 3 di ordine dorico, cioè dell'ordine più antico dell'architettura greca. Nel silenzio di questo luogo ti avvolge un senso di potere così forte da farti fermare e perdere nei pensieri più difficili. Il cielo è limpido e la temperatura è intorno ai 24°. E siamo a novembre. Il mare è a 100-150 m., lo vedi ogni volta che risali le scale tra una tomba e l'altra, ma di certo non smetti mai di sentirlo. È un posto estremamente suggestivo, intriso di storia e fascino così come il vicino Sito Archeologico di Nea Paphos, anch'esso patrimonio mondiale. Ho visto la casa di Dioniso con i suoi meravigliosi mosaici: dal mito di Narciso al Ratto di Ganimede, e la villa di Teseo con il mosaico del labirinto e del leggendario minotauro. Aver mangiato a Hondros, la più antica taverna di Pafo e dentro il Buyuk Han è stato il massimo. La parte turca di Nicosia è più profonda e avvolgente. Probabilmente più difficile da comprendere, ma assolutamente penetrante per le anime più pure.
In questo link ho raccolto un po' di video in una storia in evidenza su Instagram. Nei prossimi giorni posterò qualche foto sempre su IG di questo viaggio. Vi confesso: fa male vedere certe cose e poi tornare a vivere la quotidianità in una società grondante di apparenza, dove prevale il solipsismo, smarrita e sempre più lontana dall'essenziale.