Continuo a imparare

Maria Elena a sinistra, di fronte a lei Martina e nel mezzo Jessica. Penso sia la prima volta che le vedo tutte e tre insieme al lavoro. 25 anni o poco più: la parte giovane, bella e accesa del reparto digital di CNB Comunicazione. Maria Elena è creativa, estroversa e introversa allo stesso tempo, deliziosamente schietta; Martina è inquadrata, precisa, proattiva e studiosa, di quelle che forse non ti facevano copiare nei compiti in classe, ma che di certo, almeno io, avrei voluto come compagna di banco. Sono polo nord e polo sud e se vogliamo proseguire la metafora, Jessica è l’equatore; unisce le caratteristiche principali di entrambe aggiungendo le sue intelligenze che sono più mature e ben delineate. Ma come per la Terra che è bella proprio nel suo insieme, loro insieme rendono bello un reparto. Unite e amiche. Questo in tante realtà che seguo e che ho seguito in tutti questi anni è difficile o quantomeno complesso nella sua essenza più naturale. C’è poi un elemento che le accomuna e per lavorare con me è fondamentale: la serietà professionale. Io, alla loro età, iniziavo la mia prima avventura imprenditoriale aprendo una semplice e al contempo spaventosa - per forma e sostanza agli occhi di un giovane privo di esperienza e con zero clienti - partita iva; ma come ho raccontato tante volte avevo fame anche senza far rumore, senza produrre quel chiasso che sembra spettare solo ai grandi, a coloro che vogliono crescere e costruire la propria carriera accendendo su di sé grandi riflettori. Eppure nella vita, per realizzarsi profondamente come persona, c’è bisogno più di silenzio che di rumore: il primo rende le idee chiare e i progetti percorribili, il secondo accentua solo convinzioni labili e accresce l’omologazione sia come individuo sociale che imprenditoriale. Si resta più interessanti, creativi e soprattutto sé stessi attraverso il silenzio, mentre si diventa qualcosa di più vicino a quell’immagine e somiglianza della società se si decide di coltivare il rumore. Stamani, prima di una riunione, le guardavo dalla mia scrivania, proprio senza fiatare, e nel mentre pensavo a tutte quelle persone che hanno contribuito a modellare la mia mente, le mie skill, il mio spirito. Il segreto del mio successo - che non è fatto di soldi o fama, ma di crescita professionale e arricchimento umano - è quello di essermi sempre confrontato con tutti i maestri che ho incontrato, raccolto sfide e accettato con consapevolezza il percorso di esordio, crescita e mantenimento. L’età non l’ho mai presa in considerazione. Tra poco ho una call con uno dei miei colleghi developer che di anni ne ha 60 e che continua a insegnarmi tante cose. Proprio come fanno loro tre con me.

Apprendere per poter poi trasmettere richiede onestà intellettuale, è una responsabilità che va oltre gli aspetti meramente tecnici. Onestamente spero soltanto di continuare a farlo con loro e con tutte le persone che incontrerò sulla mia strada; in fondo altro non saprei fare.

Se fossi stato un Homo erectus limitato di quelli ancora non estinti e che continuano a girare nella nostra società, avrei scritto un post stile “Beato tra le donne” o “le mie Charlie's Angels”; ma in questo, per mia fortuna, ci vedo solo miseria e non fa parte di me. In realtà di questa società social o meno non fa parte di me quasi nulla. E allora continuo a pensare, scrivere e vivere come meglio credo. Soprattutto continuo a imparare da chiunque.
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