Di notte nel mio studio

Di notte nel mio studio. Qui scrivo i miei pensieri, messaggio con qualche amico dall'altra parte del mondo e rispondo a tutte quelle mail che, durante le giornate più convulse, non sono riuscito neanche ad aprire; nel frattempo definisco strategie di marketing, concludo qualche report SEO o, se mi è arrivato un alert, ripulisco i siti che sono stati hackerati. Raramente programmo post e campagne Ads, lavoro che preferisco destinare alla mattina quando sono in ufficio. Di tanto in tanto do un'occhiata alla foto di turno, quella sulla quale ho deciso di lavorare; la lascio aperta sul monitor di destra, ne scruto i contorni alla ricerca di imperfezioni e particolarità, ma poi, il più delle volte la guardo solamente e mi immergo nei ‘suoi’ ricordi, in quelle emozioni che mi ha lasciato dentro, impresse come fossero strati su pellicola. E quelle non si cambiano.

Quando mi chiedono come faccia a seguire così tanti progetti racconto la storia di questa immagine, o meglio delle sue sfumature raccolte attraverso centinaia di notti. Da ragazzo l'oscurità era il momento dedicato alla programmazione: quando avevo 21-22 anni non sentivo alcuna stanchezza fisica né tanto meno mentale; potevo andare avanti fino all'alba, dormire qualche ora, alzarmi per andare a studiare, poi al lavoro, tornare a casa e riprendere dall'ultima riga di codice.

Oggi non è più così, ma nonostante il passare degli anni c’è una cosa che dentro di me non è mai cambiata: la sensazione di equilibrio che solo la notte sa regalarmi. Quello che ho preso dalle mie interminabili notti è più vivo e riccamente colorato di qualsiasi giorno: ha definito scelte importanti, viaggi e progetti, dissolto problemi e congiunto soluzioni lucide e mature. Di notte tutte le idee sono lì accanto a te, le senti respirare.

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