La follia invisibile al niente

Non ricordo di aver mangiato qualcosa, come non conservo memoria di alcun digiuno; ho solo una menzognera sensazione di un tempo sospeso tra realtà e virtuale. Fragile la prima, spavaldo il secondo; potrei essermi nutrito spiritualmente, introducendo nei miei pensieri l'idea, o chissà quale utopia, del mio futuro. Da allora la mia esistenza divenne più piena. Quel pezzo di argilla bianca che ognuno di noi è in terra, iniziò a prendere forma: divenni più animato, più fermo di temperamento, dal mio volto svanirono spontaneamente le sottili linee delle indecisioni e dei dubbi; terminò il tempo delle caratteristiche dai tratti oscillanti e indefiniti, balenarono pensieri audaci, apparve il sentiero dei temerari. Iniziai a costruire l'uomo, ad amare la terra, i viaggi e la scoperta; all'alba di un mondo fatto a rovescio, divenni libero.

Questo stralcio di testo riguarda un breve periodo della mia vita. Giorni vissuti nella loro totalità davanti a un pc, un lasso di tempo non più collocabile con una data certa; una traccia, per intensità o per insania di pensiero, sfumata ai bordi, ma la cui scia ha segnato tutto un percorso che ad oggi, non è ancora giunto a conclusione.

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